Stefania Spampinato: “Amo Grey’s Anatomy per i messaggi positivi di Shonda Rhimes”

Stefania Spampinato è l’attrice italiana che interpreta la dottoressa Carolina DeLuca in “Grey’s Anatomy”. Siciliana di Belpasso, l’attrice classe 1983 ha lasciato casa all’età di 19 anni per studiare recitazione a Milano e per lavorare poi in tutto il mondo fino ad arrivare a Los Angeles, città che le ha spalancato le porte alle grandi produzioni televisive americane (oltre allo show di Shonda Rhimes, ricordiamo la sua partecipazione a “Glee”).

Abbiamo incontrato Stefania Spampinato a Milano in occasione della presentazione del finale della quattordicesima stagione di “Grey’s Anatomy” che andrà in onda il 18 giugno su FoxLife (canale 114 di Sky). Ci ha raccontato la sua avventura negli Stati Uniti e l’esperienza nel cast di una delle serie tv storiche e più longeve della Abc.

Per la presentazione del finale di “Grey’s Anatomy” sei tornata in Italia, a Milano, dove hai studiato. Recentemente sei stata anche nella tua Sicilia. Che cosa ti manca dell’Italia?
Il senso dell’umorismo la pasta e la famiglia. Prima la famiglia, poi il senso dell’umorismo, poi la pasta. E la granita!
La Sicilia è sempre casa è per me. Tutte le volte che torno a casa è come se mi fossi rifiondata agli anni in cui ero ragazzina e andavo a scuola. In un certo senso per me è come se il tempo si fosse fermato. Ovviamente tutto si sta evolvendo però per me è sempre casa. Vedo i posti dove andavo da ragazzina che sono cambiati: alcuni ci sono ancora mentre altri non ci sono più, però è e sarà sempre casa per me.
La mia famiglia è la cosa che mi tiene più legata alla Sicilia. In generale magari non tornerei tutte le volte che ho una vacanza se non ci fosse la mia famiglia, però ci tornerei spesso perché sono molto legata.

Qual è stato il tuo percorso dalla Sicilia a Los Angeles?
Sono andata via dalla Sicilia quando avevo 19 anni, ho fatto un accademia di danza, recitazione e canto a Milano e poi ho lavorato come ballerina a Milano per due anni, poi Londra e poi ho cominciato a recitare a tempo pieno quando sono arrivata a Los Angeles.

Come è avvenuto il primo contatto con i produttori di Grey’s Anatomy?
È avvenuto dopo il primo provino. Li ho conosciuti direttamente alla lettura del copione, tutti in un giorno. È stata una giornata surreale, però molto divertente. Ero contentissima ma anche molto preoccupata. Volevo comunque fare un buon lavoro, essere sicura che loro fossero convinti della loro scelta e non deludere nessuno.

Corina DeLuca, il tuo personaggio di Grey’s Anatomy, è un molto particolare e dalle mille sfaccettature. Quanto di tuo hai messo in questo personaggio e in che cosa ti rivedi?
Ovviamente tanto perché gli episodi vengono scritti settimanalmente e quindi non sai l’arco completo del tuo personaggio. Le cose succedono settimanalmente, quindi devi comunque mettere tanto di tuo, interpretare tutto quello che succede e farlo tuo più possibile. Però mi ritrovo molto nel personaggio di Carina, poi è italiana anche lei e mi sono sentita subito casa nell’interpretare personaggio. Ho in comune con lei soprattutto la sfrontatezza e l’apertura mentale.

Carina è una dottoressa bisessuale che studia l’orgasmo femminile. Questo personaggio fa riflettere molto su alcuni temi importanti per esempio quello dei diritti civili. Avendo vissuto in Italia e negli Stati Uniti ci puoi dire come viene affrontato questo tema nei due paesi?
Obama ha reso legale il matrimonio gay in tutti gli Stati Uniti, quindi è una cosa assolutamente normale. Ovviamente a Los Angeles sono molto più aperti mentalmente che in altre zone degli Stati Uniti e io mi ritrovo molto nella cultura di Los Angeles, nell’apertura mentale, nell’inclusione indipendentemente dalla tua razza, dal colore della pelle, dall’orientamento sessuale. Mi piace molto essere parte di un programma televisivo che così aperto e così “comprehensive”.

In particolare Shonda Rhimes, la sceneggiatrice di Grey’s Anatomy, affronta molti temi dedicati legati alle donne. Cosa ne pensi?
Questo è uno dei motivi per i quali sono più fiera di fare parte delle del cast di Grey’s Anatomy, per il fatto che Shonda Rhimes, Crysta Vernoff e tutto il team di produttori e scrittori si preoccupino sempre di parlare di temi attuali molto importanti e di comunicare alla gioventù e a tutti gli spettatori dei messaggi inclusivi non di razzismo, di separazione o di emarginazione, ma l’opposto.

Che impressione ti ha fatto Shonda Rhimes quando l’hai conosciuta per la prima volta? Di cosa avete parlato?
Sono andata io a presentarmi e a ringraziarla per l’opportunità che mi stavano dando. Lei è stata molto carina sin dall’inizio. Io ero emozionatissima e nervosissima. Non so neanche che cosa ho detto, non mi ricordo bene: qualcosa tipo “Grazie per l’opportunità e bla bla bla”.

Sul set hai incontrato anche l’attore italiano Giacomo Gianniotti. Ti ha aiutato ad inserirti? Come è stato recitare con lui?
Mi ha fatto subito sentire a casa e si è comportato da fratello maggiore anche se è più piccolo di me. Ovviamente lui era già parte della famiglia da qualche anno e mi è subito fatta sentire molto inclusa e a mio agio.

Rivedremo il tuo personaggio nella prossima stagione di Grey’s Anatomy?
Non ne ho la più pallida idea. Mi piacerebbe conoscere la risposta a questa domanda, ma veramente non ne ho idea.

Qual è stata la scena più difficile da realizzare?
Quella del parto stando in piedi. Era la scena di quella ragazza che aveva cercato di fare il parto a casa in acqua e poi invece è arrivata in ospedale dove ho dovuto fare questo parto di emergenza. Avevo in mano questo bambino di sei settimane cosparso di marmellata e formaggio, con questi guanti di lattice. Ho detto che se mi vola il bambino muoio. Quindi ero tesissima, era la prima volta che facevo una cosa che avesse a che fare con il campo medico nello specifico quindi ero molto nervosa.

Come detto prima, i temi affrontati sono molto forti. È difficile dal punto di vista emotivo recitare queste scene?
No, mi piace molto fare le scene drammatiche. Secondo me il fatto di essere stata fuori da casa per tanti anni rende molto facile per me avere accesso a quel tipo di emozioni. Mi manca casa, mi manca la mia famiglia, quindi piango molto facilmente, anche troppo. Quindi mi piace molto Interpretare quel genere di scene, sono quelle con cui sono più in sintonia.

Ora parliamo del tuo futuro dopo Grey’s Anatomy. Scopriremo se Carina apparirà in un’altra in un’altra stagione, ma intanto hai qualcos’altro in cantiere?
Niente di concreto al momento, quindi vado dove mi porta il destino. Sono molto aperta nel senso che sto facendo dei meeting in Italia e Stati Uniti. L’ansia c’è sempre! Meryl Streep e Penelope Cruz hanno detto entrambe che tutte le volte che finiscono un progetto hanno sempre il terrore che sia l’ultimo, di non lavorare più dopo. Ogni volta che penso che loro hanno questa paura, mi sento giustificata nell’avere la stessa paura: se ce l’hanno loro, perché non dovrei averla io? Quindi quella paura c’è sempre, però cerchi di rimanere positivo e di pensare che il destino abbia in serbo solamente il meglio per te.

Che ruolo ti piacerebbe interpretare?
Dramma! Rosario Dawson in “Sette Anime”. Quello è il mio ruolo da sogno perché ha tante sfaccettature. È una storia molto complicata: è romantica, è disperata, c’è anche della leggerezza, c’è questo primo innamoramento che però è impossibile. È un ruolo che veramente mi è piaciuto sin dal primo momento.

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