Chi è Bottura, che ha vinto il premio miglior ristorante al mondo. E cosa cucina

Geniale, sopra le righe e unico: Massimo Bottura è il miglior chef al mondo, proprietario dell’Osteria Francescana.

Nel suo ristorante si può assaporare la cucina regionale, trasformata e rivisitata in modo coraggioso e particolare. Classe 1962, originario di Modena, Bottura ha alle spalle una storia personale molto particolare. Non ha mai frequentato, come tanti altri grandi chef, la scuola di Gualtiero Marchesi, ma è un autodidatta. Erano gli anni Ottanta quando decise di lasciare gli studi di giurisprudenza e un lavoro sicuro nell’azienda di famiglia, per gettarsi nell’avventura della cucina. Non aveva certezze, ma una sola convinzione: gli piaceva cucinare.

Quella scelta gli costò cara (il rapporto con il padre non si ricucì mai più), ma fu anche il primo passo per diventare uno degli chef più famosi al mondo. La sua storia parte da Campazzo, in una piccola trattoria di campagna in cui ha scoperto la tradizione regionale, e da tanti maestri che gli regalano una nuova visione della cucina, come Lidia Cristoni, Georges Cogny e Alain Ducasse. A soli 25 anni vola a New York e al suo ritorno in Italia acquista un ristorante a Modena, l’Osteria Francescana.

Lui ancora non lo sa, ma quel locale, situato in via Stella 22, presto diventerà famoso in tutto il mondo. Osteggiato dagli chef italiani, amatissimo all’estero, Massimo Bottura ha saputo rileggere la nostra tradizione, trasformandola e plasmandola, con riferimenti all’arte e alle sue passioni, dalla musica jazz ai motori. Accanto a lui, da sempre, c’è la moglie Lara Gilmore, musa ispiratrice, che l’ha sostenuto anche nel progetto del Refettorio Ambrosiano.

I suoi piatti? Non basterebbe una vita per raccontarli, ma se passate per l’Osteria Francescana vi consigliamo di assaggiare il celebre Bollito non bollito formato da pezzetti di carne in verticale con salsine, ma anche Oops! Mi è caduta la crostata al limone, piatto nato per sbaglio da un errore e dall’intuizione dello chef. Da non perdere anche il Cioccolato e Beccaccia e Burnt, piatto dedicato all’artista concettuale Glenn Ligon. I menù degustazione hanno un prezzo fra i 200 e i 250 euro, con 9 o 12 portate. Ogni ricetta ha una storia, con un’unica certezza: siamo in presenza di vere e proprie opere d’arte.

Massimo Bottura

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